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Certificato SSL: cos’è quel misterioso lucchetto verde e come funziona!

Certificato SSL: cos’è quel misterioso lucchetto verde e come funziona!

Ogni volta che ci chiedono qual è il primo passo per aumentare la sicurezza della propria presenza sul web (sito, piattaforma, gestionale online, webapp) noi rispondiamo: semplice, è il lucchetto verde!
Il lucchetto verde è il risultato “grafico”, cioè quello che il navigatore vede, se si è dotati di un famoso certificato SSL.

Ma cosa significa SSL?

Significa Secure Socket Layer e aggiunge un livello di sicurezza alle comunicazioni che avvengono tra te e chi naviga sul tuo sito o applicazione web.

Per verificare se un sito è sicuro ti basterà controllare l’indirizzo: https://www.esempio.com indica un sito sicuro, mentre http://www.esempio.com (quindi senza la S finale) indica un sito NON sicuro. A seconda del browser che usi potrai vedere anche il lucchetto verde.

Quando si installa un Certificato SSL i dati che passano tra il browser dell’utente che sta visitando il sito e il server dove è ospitato il sito, vengono criptati e sono leggibili solo ed esclusivamente dal server sul quale è installato il certificato, che viene riconosciuto dal browser come unico destinatario legittimo dei dati che sta digitando l’utente.

Chiunque sia “in ascolto”, pronto a carpire le vostre informazioni non potrà comprenderle perché tra il browser e il server tutte le parole sono in una lingua incomprensibile. Bye bye hacker!

L’SSL diventa quindi fondamentale per tutti quei siti in cui viene chiesta anche la semplice email dell’utente per una newsletter, così da evitare di finire in enormi liste di spammer che riempiranno le caselle email degli utenti di spazzatura!

Non parliamo quindi di dati ancora più importanti come numeri di telefono, carte di credito, dati bancari, indirizzi, ecc.

Se navighi in siti non sicuri e quindi senza lucchetto verde, NON inserire mai i tuoi dati, se invece sei proprietario di siti o applicazioni web senza lucchetto verde scrivici immediatamente per correre ai ripari ed evitare che Google ti penalizzi.

In che senso Google ti penalizza?

Google ha deciso di aiutare noi che cerchiamo di rendere il web più sicuro per tutti segnalando con un post sul suo blog di sicurezza le nuove misure che intende adottare entro il 2017.

Alcune di questo sono già state messe in atto, come la rilevazione del Certificato SSL nell’algoritmo di ricerca di Google: Google sa se il tuo sito ha o meno il Certificato SSL e se non ce l’hai ti penalizza nei risultati di ricerca lasciandoti indietro rispetto ai siti che invece hanno il Certificato.

Quindi, il certificato è importante sia per la sicurezza del sito e dei dati dei tuoi utenti, che per la tua presenza sul motore di ricerca e siccome hai tutto l’interesse a farti trovare dai tuoi potenziali clienti, non puoi perderti in un bicchier d’acqua e lasciare che Google ti faccia scivolare indietro, indietro e indietro nelle pagine che nessuno vede mai!

Dal punto di vista grafico/visuale è in programma una segnalazione molto evidente:

il sito web non sicuro avrà al fianco del suo indirizzo un triangolo rosso e una scritta di allerta che avviserà l’utente di trovarsi in un luogo poco sicuro per i suoi dati:

Di sicuro non saranno molti quelli che continueranno la navigazione oltre i 4 secondi allertati da questa evidente scritta rossa!

Il Certificato SSL quindi, non è solo una mera misura di sicurezza, ma è diventato un certificato di affidabilità che aumenta la reputazione di un sito web agli occhi degli utenti, una sorta di garanzia poiché è rilasciato solo da specifiche autorità che si occupano di verificare i dati di chi richiede il certificato.

Questo fa si che l’utente sappia che un’apposita organizzazione ha verificato l’affidabilità di quel sito o quella azienda e lo condiziona sulle sue scelte di navigazione e conseguentemente anche sulle sue scelte di acquisto.

Immagineresti mai un e-commerce senza Certificato di sicurezza ma con il triangolino rosso di allarme?

Se ci pensi un secondo: quanti certificati hai ottenuto per la tua azienda negli anni per poter esistere e lavorare? Il web ne vuole uno solo.

Hai fatto 30, fai 31!